Festa dei Popoli a Reggio Calabria: un inno alla cultura dell'incontro

Fuente: EncuentraIglesias Editorial

Domenica 10 maggio, piazza Sant'Agostino a Reggio Calabria si è trasformata in un palcoscenico mondiale. Gruppi di danza provenienti da Ucraina, Georgia, Marocco, Egitto, Romania, Italia e Filippine si sono alternati, regalando al pubblico un caleidoscopio di colori e suoni. Quando l'inno nazionale di ogni Paese risuonava, gli occhi dei presenti si illuminavano di commozione: grandi e piccoli, con la mano sul cuore, celebravano la propria identità e, insieme, la gioia di condividere quello spazio di pace.

Festa dei Popoli a Reggio Calabria: un inno alla cultura dell'incontro

L'evento, intitolato 'Festa dei Popoli', ha voluto essere un'oasi in un tempo segnato da conflitti e divisioni. In un'epoca in cui le guerre sembrano soffocare la vita e le relazioni, questa festa si è proposta come un segno controcorrente, un simbolo di resistenza degli animi e dei popoli. Il tema scelto per l'edizione di quest'anno è stato 'la cultura dell'incontro', un concetto che richiama il messaggio evangelico di fraternità e accoglienza.

Il valore dell'incontro

Incontrare l'altro è un'arte esigente. Richiede di uscire dalla propria mentalità, dalle proprie tradizioni e abitudini. Ma è proprio in questo uscire da sé che si scopre la ricchezza della diversità. Come ci ricorda san Paolo, «non c'è più Giudeo né Greco, non c'è più schiavo né libero, non c'è più maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Galati 3,28, CEI 2008). La cultura dell'incontro si oppone alla cultura dello scarto e dello scontro, così diffuse ai nostri giorni, e allarga l'orizzonte, promuovendo un mondo più fraterno e umano.

Nei gazebo allestiti dalle comunità straniere, si potevano assaggiare cibi tradizionali e conoscere prodotti tipici. L'atmosfera era di condivisione e fratellanza. Natividad, una donna filippina, ha commentato: «Solo attraverso l'incontro, il rispetto reciproco e la collaborazione possiamo costruire una comunità più forte, inclusiva e ricca di umanità». Le sue parole riecheggiano l'insegnamento di Gesù: «Amerai il prossimo tuo come te stesso» (Marco 12,31, CEI 2008).

Il coraggio dei migranti

La festa ha anche reso omaggio ai tanti calabresi che, nel corso della storia, hanno vissuto l'esperienza migratoria in Argentina, Francia, Germania e in molti altri Paesi. Come ogni migrante, hanno un cuore più grande del normale, capace di amare con uguale intensità la terra di origine e quella di accoglienza. Sanno mettere insieme valori, lingue e gusti differenti, diventando uomini e donne di sintesi. Hanno sposato il mondo, portando con sé la propria cultura e arricchendosi di quella altrui.

La Bibbia stessa è piena di storie di migrazione: Abramo chiamato a lasciare la sua terra (Genesi 12,1), il popolo d'Israele in cammino verso la terra promessa, la fuga in Egitto di Maria e Giuseppe con Gesù. Queste narrazioni ci ricordano che il cammino è parte della nostra fede e che l'accoglienza dello straniero è un comandamento divino: «Non molesterai il forestiero e non l'opprimerai, perché voi siete stati forestieri nel paese d'Egitto» (Esodo 22,20, CEI 2008).

Un segno di speranza per la Chiesa

La Festa dei Popoli a Reggio Calabria è un esempio concreto di come la Chiesa possa essere lievito di fraternità in una società plurale. In un'epoca in cui il Papa Francesco (scomparso il 21 aprile 2025) e il suo successore, Papa Leone XIV, hanno più volte invitato a costruire ponti anziché muri, eventi come questo mostrano che è possibile vivere insieme nella diversità. La cultura dell'incontro non è un'utopia, ma una realtà che si costruisce giorno dopo giorno, con piccoli gesti di accoglienza e rispetto reciproco.

Come cristiani, siamo chiamati a essere testimoni di questa cultura. Ogni volta che accogliamo un immigrato, che impariamo a conoscere la sua storia, che condividiamo un pasto con lui, stiamo edificando il Regno di Dio. Gesù stesso ci ha detto: «Ero forestiero e mi avete accolto» (Matteo 25,35, CEI 2008). Che questa festa sia per tutti noi un incoraggiamento a vivere l'incontro come un dono e una responsabilità.

Una riflessione per la vita quotidiana

Forse anche nella tua città o nel tuo quartiere ci sono persone di culture diverse. Come puoi essere tu un costruttore di cultura dell'incontro? Potresti iniziare con un sorriso, una parola di saluto, un interesse genuino per la loro storia. La prossima volta che incontri un volto nuovo, ricordati che in quel volto c'è un fratello o una sorella che Dio ha posto sul tuo cammino. La pace si costruisce così, un incontro alla volta.


¿Te gustó este artículo?

Comentarios

Preguntas frecuentes

Cosa si intende per 'cultura dell'incontro'?
È un concetto promosso da Papa Francesco che invita a superare le barriere culturali e sociali, valorizzando la diversità come arricchimento reciproco per il bene comune.
Qual è il ruolo della Chiesa nell'accoglienza dei migranti?
La Chiesa è chiamata a essere segno di fraternità, accogliendo lo straniero come fratello e promuovendo iniziative di dialogo e integrazione, in obbedienza al Vangelo.
Come posso contribuire alla cultura dell'incontro nella mia comunità?
Puoi iniziare con gesti semplici: salutare, ascoltare, conoscere le storie di chi proviene da altri Paesi, partecipare a eventi interculturali e sostenere associazioni che lavorano per l'integrazione.
← Volver a Fe y Vida Más en Vita della Chiesa