Il Signore sale al cielo: il significato dell'Ascensione per la nostra fede

Fuente: EncuentraIglesias Editorial

Care lettrici e cari lettori, oggi vogliamo riflettere insieme su una delle feste più importanti del calendario cristiano: l'Ascensione del Signore. Questo evento, che celebriamo quaranta giorni dopo la Pasqua, non è solo un ricordo storico, ma una realtà che tocca profondamente la nostra vita di fede. Gesù, dopo aver vissuto la sua risurrezione, non abbandona i suoi discepoli, ma li prepara a una nuova missione. Come ci ricorda il Vangelo di Marco: «Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio» (Mc 16,19, CEI 2008).

Il Signore sale al cielo: il significato dell'Ascensione per la nostra fede

L'Ascensione non è un addio, ma un nuovo inizio. È il momento in cui Gesù, tornando al Padre, apre la strada anche per noi. San Paolo ci dice: «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio» (Col 3,1, CEI 2008). Questo significa che la nostra vera patria è il cielo, e l'Ascensione ci ricorda che siamo chiamati a vivere già ora in comunione con Dio, pur camminando su questa terra.

Il mandato missionario: andare e annunciare

Nel racconto dell'Ascensione, Gesù affida ai suoi discepoli un compito preciso: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura» (Mc 16,15, CEI 2008). Questo mandato non è riservato solo agli apostoli, ma si estende a ogni cristiano. Ognuno di noi, nel proprio ambiente di vita, è chiamato a essere testimone dell'amore di Dio. Non si tratta di fare grandi discorsi, ma di vivere con coerenza la fede, mostrando con le opere la gioia di essere discepoli del Signore.

La Chiesa, nata dal costato di Cristo e animata dallo Spirito Santo, continua questa missione nei secoli. Papa Francesco, prima della sua scomparsa, aveva spesso sottolineato l'importanza di una Chiesa in uscita, che va incontro a tutti, specialmente ai più fragili. Anche oggi, sotto la guida di Papa Leone XIV, siamo chiamati a riscoprire il coraggio dell'annuncio, senza paura, fidandoci della promessa di Gesù: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20, CEI 2008).

Il significato del numero quaranta

Il periodo di quaranta giorni tra la Pasqua e l'Ascensione non è casuale. Nella Bibbia, il numero quaranta simboleggia un tempo di preparazione e di prova: i quaranta giorni del diluvio, i quarant'anni nel deserto per il popolo di Israele, i quaranta giorni di digiuno di Gesù. In questo tempo, Gesù ha preparato i discepoli alla loro missione, apparendo loro e parlando del Regno di Dio. È stato un tempo di grazia, in cui gli apostoli hanno potuto rafforzare la loro fede prima di essere inviati nel mondo.

La speranza cristiana: un'ancora sicura

L'Ascensione è anche la fonte della nostra speranza. Gesù è salito al cielo non per allontanarsi da noi, ma per prepararci un posto. Come dice il Vangelo di Giovanni: «Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”?» (Gv 14,2, CEI 2008). Questa promessa ci dona la certezza che la nostra vita non finisce con la morte, ma trova il suo compimento in Dio.

San Paolo paragona la speranza a un'ancora: «Questa speranza, noi la teniamo come un'ancora sicura e salda per l'anima, la quale penetra al di là del velo, dove Gesù è entrato per noi come precursore» (Eb 6,19-20, CEI 2008). L'ancora ci tiene saldi nella tempesta, e la nostra ancora è Gesù stesso, che ci ha preceduti in cielo. Ogni volta che guardiamo al cielo, ricordiamo che lassù c'è la nostra casa, e questo ci dà forza per affrontare le difficoltà quotidiane.

Il dono dello Spirito Santo

Prima di ascendere, Gesù promette ai discepoli lo Spirito Santo: «Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi rimanete in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto» (Lc 24,49, CEI 2008). Lo Spirito è il Consolatore, colui che ci guida e ci dà la forza di vivere il Vangelo. È lo stesso Spirito che abbiamo ricevuto nel Battesimo e nella Cresima, e che ogni giorno ci sostiene nel cammino di fede.

La Chiesa, senza lo Spirito, sarebbe solo un'organizzazione umana. È lo Spirito che la rende viva, che la spinge a uscire da sé stessa e ad annunciare il Vangelo. Per questo, in questi giorni di preparazione alla Pentecoste, siamo invitati a invocare lo Spirito Santo con cuore aperto, chiedendogli di rinnovare in noi la fede, la speranza e la carità.

Vivere l'Ascensione oggi

Come possiamo vivere concretamente il messaggio dell'Ascensione nella nostra vita quotidiana? Ecco alcuni spunti pratici:

  • Guardare al cielo: non per distaccarci dalla terra, ma per ricordare che la nostra meta è Dio. Questo ci aiuta a non assolutizzare le cose di questo mondo e a vivere con leggerezza e fiducia.
  • Essere testimoni: in famiglia, al lavoro, con gli amici, possiamo portare la luce del Vangelo con gesti di amore, perdono e servizio. Non servono parole grandi, ma una vita coerente.
  • Pregare lo Spirito Santo: chiedere ogni giorno la sua guida, specialmente nei momenti di dubbio o di difficoltà. Una preghiera semplice come «Vieni, Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli» può aprirci alla sua azione.

Una domanda per la riflessione personale

Per concludere, vorrei lasciarvi una domanda: nella vostra vita, cosa significa per voi che Gesù è salito al cielo? Vi aiuta a vivere con più speranza e coraggio? Prendetevi un momento per meditare su questo, magari davanti a un crocifisso o a un'immagine del Signore che ascende. La fede non è solo una teoria, ma un incontro vivo con Cristo, che oggi ci invita a seguirlo con gioia.


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Preguntas frecuentes

Perché l'Ascensione è importante per i cristiani?
L'Ascensione è importante perché segna il ritorno di Gesù al Padre, completando la sua opera di salvezza. Ci ricorda che la nostra vera patria è il cielo e ci dona la certezza che anche noi, un giorno, saremo con Lui. Inoltre, è il punto di partenza della missione della Chiesa, che continua l'annuncio del Vangelo in tutto il mondo.
Cosa significa che Gesù è 'assiso alla destra di Dio'?
Questa espressione biblica indica la piena partecipazione di Gesù alla gloria e all'autorità di Dio Padre. Non è una posizione fisica, ma un modo per dire che Gesù, dopo la sua risurrezione e ascensione, regna con Dio e intercede per noi. È un segno della sua vittoria sul peccato e sulla morte.
Come possiamo vivere l'Ascensione nella vita di tutti i giorni?
Possiamo vivere l'Ascensione coltivando la speranza cristiana, ricordando che la nostra vita non finisce con la morte. Inoltre, siamo chiamati a essere testimoni del Vangelo con le parole e con le opere, e a invocare lo Spirito Santo per avere la forza di compiere la nostra missione quotidiana.
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