Minori migranti soli in Italia: quando l'accoglienza diventa una ferita

Fuente: EncuentraIglesias Editorial

Ogni anno, centinaia di minori stranieri non accompagnati arrivano in Italia in cerca di un futuro migliore. Tuttavia, il sistema di accoglienza, pensato per proteggerli, a volte si trasforma in una trappola. Secondo un recente rapporto di ActionAid, pubblicato nell'aprile 2026, ben 823 ragazzi soli sono stati registrati nei Centri di accoglienza straordinaria (CAS) per adulti dal 2023, di cui 138 già presenti prima che un decreto legge del 2023 legittimasse questa pratica in via eccezionale. Questi numeri raccontano storie di vulnerabilità e di diritti negati.

Minori migranti soli in Italia: quando l'accoglienza diventa una ferita

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha recentemente condannato l'Italia per il caso di H.D., un giovane del Burkina Faso trattenuto illegalmente nel CARA di Sant'Anna di Isola di Capo Rizzuto, riconoscendo un risarcimento di 10.500 euro. Ma il suo non è un caso isolato: il rapporto evidenzia che in almeno 16 prefetture i minori restano nei centri per adulti oltre i 90 giorni previsti dalla legge, con picchi fino a 1.413 giorni. Una situazione che il rapporto definisce «una forma stabile di accoglienza impropria, priva di servizi educativi e abitativi adatti alla minore età».

Questa realtà interpella profondamente la coscienza cristiana, chiamata a farsi voce di chi non ha voce. Come ci ricorda il Salmo 82,3-4: «Fate giustizia al debole e all'orfano, rendete giustizia al misero e al povero. Liberate il debole e il povero, salvatelo dalla mano degli empi».

Il paradosso dell'accoglienza: posti liberi nei centri per minori, ma ragazzi nei CAS

Uno degli aspetti più sconcertanti emersi dal rapporto è la presenza di posti liberi proprio nei centri dedicati ai minori, mentre molti ragazzi vengono collocati in strutture per adulti. In nove prefetture, esistono posti vacanti nello stesso comune dove i minori sono trattenuti nei CAS; in 21 prefetture, almeno nella provincia; e in tutte le prefetture esaminate, ci sono alternative a livello regionale. Ciò significa che la permanenza nei centri per adulti non è una necessità inevitabile, ma il risultato di scelte amministrative e di una mancanza di coordinamento.

Il decreto legge del 2023, che ha introdotto la possibilità eccezionale di ospitare minori sopra i 16 anni nei centri per adulti per un massimo di 90 giorni, sembra aver normalizzato una prassi che prima era considerata illegittima. Il rapporto parla chiaramente di «istituzionalizzazione di una prassi illegittima». I rischi per questi ragazzi sono enormi: sovraffollamento, mancanza di spazi educativi, esposizione a violenze e sfruttamento. La sentenza della Corte europea parla di «trattamenti inumani e degradanti».

Di fronte a questo scenario, la fede cristiana ci spinge a chiederci: come possiamo rimanere indifferenti? Gesù stesso ci ha insegnato a riconoscere la sua presenza nei più piccoli e nei più vulnerabili: «In verità io vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Matteo 25,40).

Le conseguenze sulla vita dei minori: ferite che segnano il futuro

Essere accolti in un centro per adulti non significa solo dormire in un luogo inadeguato, ma subire una violenza psicologica e fisica che può segnare per sempre un giovane in formazione. I minori stranieri non accompagnati sono già in una situazione di estrema fragilità: hanno lasciato il loro paese, spesso a causa di guerre, povertà o persecuzioni, e si trovano soli in un paese straniero. Invece di trovare protezione, rischiano di essere esposti a contesti criminali, a mancanza di assistenza psicologica e a un'istruzione negata.

Il rapporto di ActionAid sottolinea che nei CAS per adulti mancano servizi educativi e abitativi adatti. I ragazzi non hanno accesso a tutor, a spazi per studiare o a figure di riferimento che possano seguirli nel percorso di integrazione. Questo ritarda il loro inserimento scolastico e lavorativo, creando un circolo vizioso di esclusione. Inoltre, la promiscuità con adulti sconosciuti aumenta il rischio di abusi e sfruttamento.

La Chiesa, da sempre in prima linea nell'accoglienza dei migranti, è chiamata a denunciare queste ingiustizie e a farsi prossima. Come scrive san Paolo ai Romani (12,13): «Siate solleciti per le necessità dei fratelli, siate premurosi nell'ospitalità». L'ospitalità non è solo un gesto di carità, ma un diritto che va garantito con strutture adeguate e personale formato.

Un appello alla responsabilità: cosa possiamo fare?

Di fronte a questa realtà, non possiamo restare in silenzio. Il primo passo è informarsi e sensibilizzare le comunità. Purtroppo, spesso si sentono discorsi che criminalizzano i migranti, dimenticando che molti di loro sono minorenni in cerca di protezione. La Bibbia ci esorta a non dimenticare lo straniero: «Non molesterai il forestiero e non lo opprimerai, perché anche voi foste forestieri in terra d'Egitto» (Esodo 22,20).

In secondo luogo, possiamo sostenere le organizzazioni che lavorano sul campo, come ActionAid, ma anche le realtà ecclesiali che offrono accoglienza ai minori. Molte parrocchie e associazioni cattoliche gestiscono centri di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, offrendo loro un ambiente sicuro e opportunità di crescita.

Infine, possiamo fare pressione sulle istituzioni affinché rispettino la legge e garantiscano ai minori un'accoglienza degna. Scrivere ai propri rappresentanti politici, partecipare a petizioni o organizzare incontri di sensibilizzazione sono modi concreti per far sentire la propria voce. Come cristiani, siamo chiamati a essere sale della terra e luce del mondo (Matteo 5,13-14), portando speranza dove c'è disperazione.

In questo tempo di Pasqua, la risurrezione di Cristo ci ricorda che la vita vince sulla morte e che ogni persona, anche la più piccola e dimenticata, è chiamata a una vita piena. Possiamo davvero restare indifferenti davanti a questi 823 ragazzi che aspettano giustizia? La domanda rimane sospesa, come un invito a riflettere e ad agire.


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Preguntas frecuentes

Perché i minori stranieri vengono ospitati in centri per adulti?
Secondo il rapporto ActionAid, ciò avviene per mancanza di posti nei centri dedicati ai minori, nonostante in molte zone ci siano posti liberi. Un decreto legge del 2023 ha legittimato questa pratica in via eccezionale, ma di fatto ha normalizzato una prassi illegittima.
Quali sono i rischi per i minori nei centri per adulti?
I rischi includono sovraffollamento, mancanza di servizi educativi e abitativi adatti, esposizione a violenze e sfruttamento, e ritardo nell'integrazione scolastica e lavorativa. La Corte europea dei diritti dell'uomo ha parlato di 'trattamenti inumani e degradanti'.
Cosa dice la Bibbia sull'accoglienza dei migranti?
La Bibbia esorta ripetutamente ad accogliere lo straniero. In Esodo 22,20 si legge: 'Non molesterai il forestiero e non lo opprimerai, perché anche voi foste forestieri in terra d'Egitto'. Gesù stesso insegna che accogliere i più piccoli è accogliere Lui (Matteo 25,40).
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