Leone XIV nella Terra dei fuochi: la Chiesa accanto a chi soffre per l'inquinamento

Fuente: EncuentraIglesias Editorial

Il 23 maggio 2026 resterà una data storica per la Terra dei fuochi. Papa Leone XIV, eletto lo scorso maggio, ha scelto di visitare questa martoriata regione della Campania per portare un messaggio di speranza e vicinanza. Accolto dal vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, il Santo Padre trascorrerà tre ore intense ad Acerra, tra la cattedrale e piazza Calipari, dove incontrerà sindaci e abitanti di ottanta comuni colpiti da decenni di sversamenti illegali e roghi tossici. Non si tratta di una semplice tappa diplomatica, ma di un gesto profetico che richiama l'enciclica Laudato si' di Papa Francesco, firmata undici anni fa proprio alla vigilia di questo giorno.

Leone XIV nella Terra dei fuochi: la Chiesa accanto a chi soffre per l'inquinamento

La voce di un vescovo convertito all'ecologia integrale

Monsignor Di Donna, che la stampa ha ribattezzato “il vescovo sulle barricate”, racconta con emozione il cammino della Chiesa locale. «No, nella Terra dei fuochi la Chiesa non è mossa da un impegno green. È stata ed è animata da una prospettiva di fede: crediamo in un Dio che ha creato il cielo e la terra e che ci ha affidato il creato da custodire, non da devastare». Il presule non nasconde la sua conversione personale: «Io sono un pastore convertito: convertito all'ecologia integrale. Sono stato cambiato dalla mia gente, dalle sofferenze e dai lutti che hanno vissuto per il dramma dell'inquinamento ambientale: l'interramento dei rifiuti nocivi, i roghi tossici, i fumi alla diossina, le malattie, le morti». La Chiesa, ascoltando il grido degli ultimi, si è fatta carico di fronte alla sordità della politica.

Una terra sacrificata sull'altare del profitto

La Terra dei fuochi, un tempo chiamata “Campania felix” dai latini, è diventata il simbolo di un intreccio perverso tra aziende senza scrupoli, criminalità organizzata e indifferenza istituzionale. Da oltre trent'anni, rifiuti pericolosi vengono interrati illegalmente e incendiati, rilasciando diossina e altre sostanze cancerogene. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: un aumento drammatico di tumori e malattie respiratorie, soprattutto tra i più poveri. «È il grido della terra che si unisce al grido dei poveri», ha scritto Papa Francesco nella Laudato si'. Un grido che la Chiesa di Acerra ha raccolto e trasformato in azione concreta.

Il significato della visita papale

La scelta della data, vigilia dell'anniversario della Laudato si', non è casuale. Con questa visita, Leone XIV intende ribadire l'impegno della Chiesa per la giustizia ambientale e sociale. Non si tratta di ambientalismo ideologico, ma di fedeltà al Vangelo: «Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati» (Matteo 5,6). Il Papa incontrerà i volti segnati dalla sofferenza, ma anche quelli pieni di speranza: le “madri coraggio”, i comitati cittadini, i giovani che lottano per un futuro diverso.

Un modello di ecologia integrale

L'ecologia integrale, cuore dell'insegnamento di Papa Francesco, non separa la cura dell'ambiente dalla cura delle persone. Nella Terra dei fuochi, questo principio diventa realtà: la Chiesa non si limita a denunciare, ma promuove percorsi di bonifica, educazione ambientale, sostegno alle vittime. «Il riscatto è cominciato, seppur lento», afferma monsignor Di Donna, sottolineando il ruolo della comunità ecclesiale nel risvegliare le coscienze. La visita del Papa è un segno che la Chiesa universale è al fianco di queste comunità.

Le sfide ancora aperte

Nonostante i progressi, la strada è ancora lunga. I roghi tossici continuano, le bonifiche procedono a rilento, la giustizia fatica a fare il suo corso. La visita di Leone XIV richiama l'attenzione su una piaga che non può essere dimenticata. «Il Signore ascolta il grido del povero» (Salmo 34,7): la Chiesa continua a farsi portavoce di quel grido, chiedendo alle istituzioni impegno e trasparenza.

Cosa possiamo fare noi

Come cristiani, siamo chiamati a non voltare lo sguardo. Possiamo informarci, sostenere le associazioni che operano sul territorio, ridurre la nostra impronta ecologica, pregare per le vittime e per chi lotta ogni giorno. La visita del Papa ci ricorda che la cura del creato è parte integrante della nostra fede. Riflettiamo: nella nostra vita quotidiana, siamo custodi o sfruttatori del dono di Dio?

«Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse» (Genesi 2,15).

Che questa Parola ci interpelli e ci spinga a diventare, come monsignor Di Donna, pastori convertiti all'ecologia integrale.


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Preguntas frecuentes

Perché Papa Leone XIV ha scelto di visitare la Terra dei fuochi?
La visita, in programma il 23 maggio 2026, vuole ribadire l'impegno della Chiesa per la giustizia ambientale e sociale, in continuità con l'enciclica Laudato si' di Papa Francesco. È un gesto di vicinanza alle comunità colpite da decenni di inquinamento.
Cosa significa 'ecologia integrale'?
L'ecologia integrale è un concetto chiave dell'insegnamento di Papa Francesco: non separa la cura dell'ambiente dalla cura delle persone, riconoscendo che tutto è connesso. Nella Terra dei fuochi, si traduce in denuncia, sostegno alle vittime e promozione di bonifiche.
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