Filomena è una madre che ha perso la sua amata figlia Tina a causa dei veleni della Terra dei fuochi. Da dodici anni porta nel cuore un dolore immenso, ma anche una fede che non si è mai spenta. La sua testimonianza è un grido di giustizia e un inno alla speranza cristiana.
Quando il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, le ha chiesto di raccogliere i ricordi di Tina per donarli a Papa Leone XIV durante la sua visita pastorale, Filomena ha accettato con commozione. Il libro che ha preparato è pieno di racconti e dediche degli amici, perché Tina era una ragazza piena di vita e di amore per il prossimo.
«Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato, egli salva gli spiriti affranti.» (Salmo 34:19, CEI 2008)
Filomena racconta che il vescovo e il parroco don Mimì Cirillo sono stati accanto a Tina fino alla fine, e continuano a sostenere le mamme della Terra dei fuochi con parole di conforto. La loro presenza è stata un segno tangibile dell'amore di Dio in mezzo alla sofferenza.
La malattia e la fede di Tina
Nel 2011, a Tina fu diagnosticato un linfoma. Nonostante la gravità della malattia, lei non perse mai la speranza. Era molto attiva nella parrocchia di Maria Santissima dell'Annunziata, dove si dedicava ai bambini e agli altri con generosità. «La sua fede era così forte che dava coraggio a tutti noi», dice Filomena.
Nel 2013, Tina sposò Vincenzo, che era al corrente della sua malattia. Fu un matrimonio meraviglioso, segno che l'amore è più forte della morte. Pochi mesi dopo, una recidiva non diagnosticata in tempo portò via Tina, ma la sua luce continua a brillare.
La lotta contro l'inquinamento
Filomena è convinta che il tumore di Tina sia stato causato dai rifiuti tossici interrati illegalmente nella Terra dei fuochi. «I politici ci hanno venduti, lasciati a noi stessi», denuncia con amarezza. Il suo sogno è che nessuna madre debba più piangere la morte dei propri figli per l'inquinamento.
La visita di Papa Leone XIV è per lei un'occasione per chiedere giustizia. Spera che i responsabili ascoltino le parole del Pontefice e aprano i loro cuori al cambiamento. La fede cristiana ci chiama a proteggere il creato e i più vulnerabili, come insegna la Bibbia.
«Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.» (Genesi 2:15, CEI 2008)
Un messaggio di speranza
Nonostante il dolore, Filomena trova conforto nella fede. «Tina dal cielo continua a fare miracoli per le nostre vite», dice. La sua storia ci ricorda che la vita non finisce con la morte, ma continua nella comunione dei santi.
Per tutti noi, questa testimonianza è un invito a non arrenderci di fronte alle ingiustizie, ma a lottare con la forza che viene da Dio. Come cristiani, siamo chiamati a essere voce per chi non ha voce e a proteggere la nostra casa comune.
Riflessione finale
Care lettrici e cari lettori, la storia di Filomena e Tina ci interpella: come possiamo, nel nostro piccolo, contribuire a un mondo più giusto e rispettoso dell'ambiente? La fede non ci chiede di fare cose straordinarie, ma di amare concretamente il prossimo e il creato. Preghiamo per tutte le mamme che soffrono e chiediamo al Signore la forza di essere strumenti di pace e di giustizia.
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