Nel cuore dello Stato indiano del Gujarat, la comunità Thakor vive da generazioni un paradosso doloroso: le donne lavorano la terra con le loro mani, ma non possono possederla. Mentre i loro mariti, padri e fratelli emigrano verso le grandi città in cerca di fortuna, sono loro a rimanere nei villaggi, a coltivare i campi, a prendersi cura delle famiglie. Eppure, per tradizione, la proprietà della terra resta un privilegio esclusivamente maschile. Questa ingiustizia non è sancita dalla legge indiana, che anzi riconosce alle donne diritti sociali ed economici, ma è radicata nella cultura locale e nella mancanza di informazione.
Le donne Thakor non si arrendono. Con costanza e passione, continuano a lavorare la terra, anche se non vedono alcun miglioramento del loro status sociale. Spesso, per far fronte alle necessità quotidiane, sono costrette a rivolgersi a usurai, cadendo in un circolo vizioso di povertà, violenza e sfruttamento. La loro è una lotta silenziosa, ma piena di dignità.
La risposta della Chiesa: formazione e speranza
In questo contesto, la Chiesa si fa vicina a queste donne. La Fondazione Magis ETS, opera della Provincia euro-mediterranea della Compagnia di Gesù, ha avviato un progetto di sostegno e di empowerment in collaborazione con il centro di formazione Sangath, attivo a Madosa dal 1988. L'obiettivo è duplice: da un lato, informare le donne sui loro diritti; dall'altro, aiutarle a raggiungere una maggiore indipendenza economica.
Come spiega Francesca Flosi, responsabile dei progetti in Asia per Magis, il percorso è complesso e richiede tempo. "Ci siamo dati tre anni per incidere sensibilmente sulla consapevolezza e iniziare a vedere benefici sostanziali", afferma. Il lavoro si svolge in venti villaggi, dove lo staff di Sangath forma e sensibilizza le donne, promuovendo anche la loro leadership nel settore agricolo, con un'attenzione particolare all'ambiente e ai cambiamenti climatici.
Un approccio integrale
Il progetto non si limita a fornire nozioni legali. Si tratta di un accompagnamento globale, che tocca la sfera spirituale e sociale. Le donne vengono incoraggiate a riscoprire la propria dignità di figlie di Dio, come ricorda il Salmo 139: "Ti rendo grazie: mi hai fatto come un prodigio; stupende sono le tue opere" (Sal 139,14). Questa consapevolezza diventa il fondamento per rivendicare i propri diritti e per costruire un futuro diverso.
Inoltre, vengono insegnate tecniche agricole sostenibili, che rispettano l'ambiente e migliorano la produttività. Le donne imparano a produrre pesticidi naturali, a gestire l'acqua in modo più efficiente e a diversificare le colture. In questo modo, non solo aumentano il loro reddito, ma diventano anche custodi del creato, in linea con l'invito di Papa Francesco nell'enciclica Laudato si'.
La Bibbia e la giustizia per le donne
La Sacra Scrittura offre numerosi spunti per riflettere sulla dignità della donna e sulla giustizia sociale. Nel libro dei Proverbi, la donna saggia è descritta come colei che "si procura la lana e il lino e lavora con mani volenterose" (Pr 31,13). Questa immagine richiama il lavoro instancabile delle donne Thakor, che meritano non solo riconoscimento, ma anche equità.
Anche Gesù, nel Vangelo, mostra un atteggiamento rivoluzionario verso le donne. Parla con la Samaritana al pozzo (Gv 4), si lascia ungere da una peccatrice (Lc 7), e affida alle donne il primo annuncio della resurrezione (Mt 28). La sua attenzione verso le emarginate del suo tempo è un modello per la Chiesa di oggi, chiamata a stare dalla parte delle più vulnerabili.
"Non c'è più Giudeo né Greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù" (Gal 3,28).
Questa parola di San Paolo ci ricorda che, in Cristo, ogni distinzione di genere, etnia o condizione sociale è superata. È un invito a lavorare per una società in cui tutti possano godere degli stessi diritti e della stessa dignità.
Un cammino di speranza
Il progetto della Fondazione Magis sta già portando frutti. Alcune donne, dopo aver partecipato ai corsi di formazione, hanno aperto piccole attività, come la vendita di prodotti agricoli o di artigianato. Altre hanno iniziato a partecipare alle riunioni del villaggio, facendo sentire la loro voce. È un piccolo passo, ma significativo.
Come cristiani, siamo chiamati a sostenere queste iniziative, con la preghiera e con un impegno concreto. Possiamo informarci, diffondere la conoscenza di questi progetti, e contribuire, se possibile, con donazioni. Ma soprattutto, possiamo lasciarci interrogare dalle ingiustizie che ancora esistono nel mondo e chiederci: cosa posso fare io, nella mia vita quotidiana, per promuovere la dignità di ogni persona?
La storia delle donne Thakor è una storia di resilienza e di fede. Ci ricorda che il Regno di Dio si costruisce anche attraverso piccoli gesti di giustizia e di amore. E che, come dice il profeta Michea, "Ciò che il Signore richiede da te: praticare la giustizia, amare la bontà, camminare umilmente con il tuo Dio" (Mi 6,8).
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