St. Nektarios (St.Josef)
Informazioni Generali
Denominazione
Ortodossa
Indirizzo
Am Lindenplatz
Neuss, Nordrhein-Westfalen, Alemania
C.P. 41466
Posizione
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Dati di posizione: © OpenStreetMap contributors tramite LocationIQ | Visualizzazione: Google Maps
Come Arrivare
Indirizzo: Am Lindenplatz Neuss, Nordrhein-Westfalen, Alemania
Informazioni su St. Nektarios (St.Josef)
📖 Su questa tradizione cristiana
La Chiesa ortodossa è la seconda comunione cristiana più numerosa al mondo e l'espressione viva del cristianesimo orientale, erede diretta delle antiche chiese fondate dagli apostoli a Gerusalemme, Antiochia, Alessandria e Costantinopoli. La sua storia condivide le radici con la Chiesa cattolica fino al Grande Scisma del 1054, quando le differenze teologiche, liturgiche e di governo tra Oriente e Occidente portarono alla separazione. Da allora gli ortodossi conservano, secondo le loro stesse parole, la fede dei primi sette concili ecumenici senza aggiunte.
Non esiste un papa ortodosso: la Chiesa è una famiglia di chiese autocefale in piena comunione, ciascuna con il proprio patriarca o sinodo. Il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli occupa il primo posto d'onore, seguito dagli antichi patriarcati di Alessandria, Antiochia e Gerusalemme, e dalle grandi chiese russa, serba, romena, bulgara, georgiana e greca, tra le altre. Questa diversità spiega perché in una stessa città possano coesistere parrocchie ortodosse greche, antiochene, russe o romene, tutte fedeli a un'unica fede.
Il cuore della vita ortodossa è la Divina Liturgia, attribuita nelle sue forme principali a san Giovanni Crisostomo e a san Basilio Magno. In essa confluiscono il canto corale, l'incenso, le icone e la processione, e si celebrano i sette misteri o sacramenti: battesimo per triplice immersione, crismazione amministrata immediatamente dopo, Eucaristia, confessione, matrimonio, ordine sacro e unzione degli infermi. Una parrocchia ortodossa non è soltanto un tempio: è comunità orante, scuola di tradizione e casa aperta al pellegrino.
🕯️ Feste, calendario e devozioni
Tutta la vita ortodossa ruota attorno alla Pascha, la Pasqua di Resurrezione, considerata la festa delle feste. La data si calcola secondo il computo del Concilio di Nicea applicato al calendario giuliano, perciò cade di solito in una data diversa dalla Pasqua occidentale. Attorno ad essa si ordinano le Dodici Grandi Feste dell'anno liturgico, che ricordano i misteri di Cristo e della Theotokos: Natività della Madre di Dio, Esaltazione della Croce, Ingresso al Tempio, Natale, Teofania (Battesimo del Signore), Incontro, Annunciazione, Ingresso a Gerusalemme, Ascensione, Pentecoste, Trasfigurazione e Dormizione.
Il digiuno scandisce quattro grandi tempi: la Grande Quaresima prima di Pasqua, il digiuno degli Apostoli a giugno, il digiuno della Theotokos nella prima quindicina di agosto e il digiuno della Natività o Avvento ortodosso. A questi si aggiungono i mercoledì e i venerdì di ogni settimana, in memoria del tradimento e della crocifissione.
La devozione alla Theotokos, la Madre di Dio, attraversa tutta la preghiera ortodossa, insieme alla venerazione dei santi e degli angeli. Le icone non sono ornamenti ma finestre sul cielo: davanti ad esse si accende una candela, ci si inchina e si bacia il bordo come saluto alla persona rappresentata. La tradizione monastica del Monte Athos, di Optina o dei monasteri di Romania mantiene viva la pratica dell'esicasmo e della Preghiera di Gesù.
⛪ Come prepararsi alla visita
La Divina Liturgia domenicale comincia di solito tra le 9 e le 10 del mattino e dura circa un'ora e mezza; molte parrocchie celebrano anche i Vespri il sabato pomeriggio. Se non vi sei mai stato, arriva qualche minuto prima: si è soliti accendere una candela davanti alle icone, fare un breve inchino e poi prendere posto nel tempio. In alcune chiese di tradizione greca o russa i fedeli rimangono in piedi per buona parte della celebrazione, anche se ci sono sempre panche per chi ne ha bisogno.
Non è richiesto un abbigliamento speciale, ma si apprezza la sobrietà; nelle parrocchie di tradizione più conservatrice, le donne sogliono coprirsi il capo con un foulard. La Santa Comunione è riservata agli ortodossi preparati mediante digiuno e confessione recente, ma tutti i visitatori possono accostarsi al termine della Liturgia per ricevere l'antidoron, il pane benedetto che il sacerdote distribuisce come segno di ospitalità.
❓ Domande frequenti
Che cosa distingue la Chiesa ortodossa dal cattolicesimo?
Entrambe le tradizioni condividono la successione apostolica, i sette sacramenti e la fede dei primi concili, ma la Chiesa ortodossa non riconosce il primato universale del Papa: si governa come una famiglia di chiese autocefale in comunione, presiedute dai loro patriarchi. Non professa neppure il Filioque né dogmi successivi come l'Immacolata Concezione o l'infallibilità pontificia, e mantiene una liturgia, un calendario e una spiritualità propri del cristianesimo orientale.
Perché la Pasqua ortodossa cade in una data diversa da quella cattolica?
Perché la maggior parte delle chiese ortodosse calcola la Pasqua seguendo il calendario giuliano, mentre la Chiesa cattolica e quelle protestanti usano quello gregoriano. Entrambe applicano la regola di Nicea (prima domenica dopo la prima luna piena successiva all'equinozio di primavera), ma i calendari producono date diverse; inoltre, la tradizione ortodossa esige che la Pasqua sia sempre celebrata dopo la Pasqua ebraica. Per questo le due Pasque a volte coincidono e altre volte si separano di una o più settimane.
Chiunque può partecipare alla Divina Liturgia? E ricevere la comunione?
Sì, la Divina Liturgia è aperta a chiunque desideri partecipare, ortodosso o no. La Santa Comunione, invece, è riservata ai fedeli ortodossi che si sono preparati con preghiera, digiuno e confessione recente. I visitatori non ortodossi possono rimanere con rispetto, ricevere la benedizione del sacerdote alla fine e prendere l'antidoron, il pane benedetto che viene distribuito come gesto di ospitalità.
Perché gli ortodossi venerano le icone senza cadere nell'idolatria?
Il Settimo Concilio Ecumenico (Nicea II, 787) distinse con chiarezza tra l'adorazione (latria), riservata solo a Dio, e la venerazione (proskynesis) che si offre alle icone, alle reliquie e ai santi. L'onore rivolto all'immagine, insegnarono i Padri, passa al prototipo: baciando un'icona di Cristo o della Theotokos non si onora il legno né il pigmento, ma la persona rappresentata. Per questo le icone sono chiamate finestre sul cielo.
In che cosa consiste il digiuno ortodosso?
Il digiuno ortodosso è una pratica corporale e spirituale che abbraccia quasi metà dell'anno. Durante la Grande Quaresima, l'Avvento, il digiuno degli Apostoli e quello della Theotokos, così come nei mercoledì e venerdì ordinari, i fedeli si astengono da carne, latticini, uova, pesce, vino e olio, con attenuazioni a seconda del giorno e della tradizione locale. Più che una dieta, è un esercizio di preghiera ed elemosina che prepara il cuore alle grandi feste.
✍️ A cura di Thomas Anderson
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Ultimo aggiornamento:
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