Monasterio de Santa Catalina
Informazioni Generali
Denominazione
Cattolica
Indirizzo
Avenida Alameda Patchacutec Col. Santiago
Arequipa, Arequipa, Perú
C.P. 8007
Posizione
Trova la posizione approssimativa di Monasterio de Santa Catalina
Dati di posizione: © OpenStreetMap contributors tramite LocationIQ | Visualizzazione: Google Maps
Come Arrivare
Indirizzo: Avenida Alameda Patchacutec Arequipa, Arequipa, Perú
Informazioni su Monasterio de Santa Catalina
📜 Storia
Il Monastero di Santa Catalina de Siena fu fondato il 10 settembre 1579, quando il viceré Francisco de Toledo concesse la licenza per il suo stabilimento ad Arequipa. La prima messa fu celebrata il 2 ottobre 1580, e María de Guzmán, vedova dell'élite locale, divenne la prima residente e priora della comunità. A metà del XVIII secolo, il convento ospitava più di trecento donne religiose e le loro serve. Il 13 giugno 1747, quattro monache si trasferirono da questo recinto per fondare il Monastero di Santa Rosa. Diverse parti del complesso furono costruite in epoche diverse: la chiesa risale a circa il 1660, il Chiostro Maggiore fu costruito tra il 1715 e il 1723, il Chiostro degli Aranci nel 1738, la torre campanaria nel 1748 e la lavanderia nel 1770. Il 16 aprile 1958, lo Stato peruviano lo dichiarò Monumento Storico Nazionale mediante la Risoluzione R.S. 132-1958-ED. Nell'anno 2000 entrò a far parte del sito del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO come parte del Centro Storico di Arequipa, iscritto con il riferimento numero 1016.
🏛️ Architettura
Il complesso architettonico copre 20.426 metri quadrati ed è delimitato da muri di quattro metri di altezza. Il materiale predominante è il sillar, una pietra vulcanica estratta dai dintorni del vulcano Chachani nella sua variante bianca e del vulcano Misti nella sua variante rosa. Lo stile è barocco coloniale, con elementi come contrafforti, volte a botte, cupole, chiostri e archi su pilastri. La chiesa fu costruita intorno al 1660. Il Chiostro Maggiore, terminato tra il 1715 e il 1723, ospita trentadue dipinti, dei quali ventitré rappresentano la Vergine Maria e nove corrispondono a scene della vita pubblica di Cristo. Il Chiostro degli Aranci risale al 1738 e il campanile, con quattro campane, al 1748. La lavanderia fu aggiunta nel 1770. L'altare principale è ricoperto d'argento sbalzato con motivi religiosi. Nel coro alto si conserva un organo europeo di grandi dimensioni. Il complesso articola strade interne, piazze e celle che riproducono, in scala ridotta, la struttura di una città conventuale.
⭐ Curiosità e informazioni
Il Monastero di Santa Catalina de Siena è uno dei principali riferimenti del patrimonio religioso e architettonico del Perù. Nel 1958 fu dichiarato Monumento Storico Nazionale mediante la Risoluzione R.S. 132-1958-ED, e nell'anno 2000 l'UNESCO lo incorporò al sito del Patrimonio Mondiale denominato Centro Storico di Arequipa, sotto il riferimento 1016. All'interno delle sue mura professò suor Ana de los Ángeles Monteagudo, religiosa che fu beatificata dal papa Giovanni Paolo II nel 1985. Il convento sostenne una tradizione di vita contemplativa femminile dalla sua fondazione nel 1580, quando iniziò ad accogliere donne della società coloniale arequipeña. Nel 1970 fu aperta al pubblico un'ampia sezione del complesso, che oggi funziona come museo e riceve visitatori nazionali e internazionali che percorrono i suoi chiostri, celle, cucine e lavanderia. La sezione occidentale del recinto è ancora abitata da una comunità di monache di clausura. La sua integrazione nel Centro Storico di Arequipa lo rende un riferimento obbligato per lo studio dell'architettura coloniale sudamericana e della storia religiosa del vicereame del Perù.
Percorrere il Monastero di Santa Catalina de Siena significa addentrarsi in quattro secoli di storia conventuale nel cuore di Arequipa. Le sue strade interne di sillar, i suoi chiostri ad archi e la sua lavanderia conservano l'atmosfera di una città dentro la città. Il complesso, dichiarato Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nell'anno 2000, rimane parzialmente attivo come convento di clausura, il che aggiunge una dimensione viva all'esperienza della visita. È una destinazione di riferimento per coloro che desiderano comprendere il ruolo della Chiesa Cattolica nella formazione della società coloniale andina.
✍️ A cura di Benjamín Restrepo
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