Legalità e fede: il coraggio di scegliere da che parte stare

Fuente: EncuentraIglesias Editorial

Non c'è vera fede senza un impegno concreto per la giustizia. È questo il messaggio che emerge dalla "Settimana della legalità" promossa dalla diocesi di Nardò-Gallipoli, conclusasi nella masseria confiscata alla Sacra Corona Unita "La Tenente", a Copertino. L'iniziativa ha coinvolto giovani, scuole e comunità, trasformando un luogo simbolo di illegalità in uno spazio di rinascita e speranza. Come ci ricorda la Scrittura: «Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati» (Matteo 5,6). La giustizia non è solo un dovere civile, ma una chiamata evangelica.

Legalità e fede: il coraggio di scegliere da che parte stare

Il direttore della Caritas diocesana, don Giuseppe Venneri, ha sottolineato l'importanza di "tenere desta l'attenzione" in un territorio segnato da episodi di violenza e intimidazione. La memoria delle stragi di Capaci e di via D'Amelio non è solo un ricordo, ma un monito a non abbassare la guardia. La Chiesa, in quanto comunità di battezzati, è chiamata a essere lievito di legalità e trasparenza.

Don Pino Puglisi: un testimone per le coscienze

Al centro della settimana è stata posta la figura del beato don Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia a Brancaccio nel 1993. La sua vita e il suo martirio interrogano ancora oggi ogni cristiano: da che parte vogliamo stare? Don Puglisi non è solo un simbolo, ma un esempio concreto di come la fede possa trasformare un territorio. La sua frase più celebre, «Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto», è diventata il motto dell'iniziativa.

Don Venneri ha spiegato che "lavorare sulle giovani generazioni significa investire sul presente e sul futuro". Le scuole sono state il cuore pulsante della manifestazione: ragazzi e famiglie hanno scelto di partecipare, dimostrando che il seme della legalità può germogliare anche in terreni difficili. Come leggiamo nel Vangelo: «Lasciate che i bambini vengano a me, perché di essi è il regno dei cieli» (Matteo 19,14). I giovani sono i primi destinatari di un messaggio di speranza e responsabilità.

Dalla rassegnazione all'azione: il ruolo della comunità

Uno degli ostacoli più grandi nella lotta alle mafie è la rassegnazione sociale. La sensazione che nulla possa cambiare, che il singolo non possa fare la differenza. Ma la fede cristiana ci insegna il contrario: «Tutto posso in colui che mi dà forza» (Filippesi 4,13). La diocesi di Nardò-Gallipoli ha voluto ribadire che la legalità non è un'astrazione, ma una scelta quotidiana, fatta di piccoli gesti concreti.

La scelta di concludere la settimana in una masseria confiscata alla mafia non è casuale. Quei beni, restituiti alla collettività, diventano segni visibili di una vittoria possibile. Come afferma Papa Leone XIV, "la Chiesa non può tacere di fronte all'ingiustizia, ma deve essere voce profetica che denuncia il male e annuncia la speranza". La comunità cristiana è chiamata a essere sentinella del mattino, anche quando la notte sembra lunga.

Il coinvolgimento delle famiglie

Le famiglie hanno un ruolo fondamentale nell'educazione alla legalità. Non basta delegare alla scuola o alla parrocchia: è necessario un impegno condiviso. Durante la settimana, sono stati organizzati incontri per genitori, laboratori per bambini e momenti di preghiera. La fede non è un fatto privato, ma una dimensione che abbraccia ogni aspetto della vita, compreso l'impegno civile.

Un padre di famiglia, presente all'iniziativa, ha raccontato: "Vedere mio figlio entusiasta di partecipare a questi laboratori mi ha riempito il cuore. Capisco che il futuro può essere diverso". Sono testimonianze come queste che alimentano la speranza di una Chiesa viva e operosa.

Educare alla legalità: una sfida pastorale

La "Settimana della legalità" non è un evento isolato, ma parte di un percorso più ampio. La diocesi ha avviato progetti di educazione civica nelle scuole, corsi di formazione per animatori e incontri con testimoni di giustizia. L'obiettivo è creare una rete di persone consapevoli, capaci di opporsi alla cultura mafiosa con gli strumenti della fede e della ragione.

Don Venneri ha ricordato che "la memoria delle stragi è una memoria collettiva". Non possiamo dimenticare chi ha dato la vita per la giustizia: da don Puglisi a Giovanni Falcone, da Paolo Borsellino a tanti altri eroi silenziosi. Il loro sacrificio non sia vano. La Chiesa, in comunione con tutte le confessioni cristiane, è chiamata a essere segno di unità e di pace.

«Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome» (Salmo 23,1-3).

Questa fiducia nel Signore ci sostiene anche nei momenti di difficoltà. La legalità è il giusto cammino che il Pastore ci indica, un sentiero di vita e di libertà.

Un invito alla responsabilità personale

Alla fine della settimana, il messaggio è chiaro: ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte. Non possiamo aspettare che siano gli altri a cambiare le cose. La frase di don Puglisi «Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto» è un invito a non rimanere indifferenti. Che cosa possiamo fare noi, nel nostro piccolo?

Possiamo iniziare con gesti semplici: denunciare un'ingiustizia, educare i nostri figli al rispetto delle regole, sostenere chi lotta contro la criminalità. La fede non ci chiede di essere eroi, ma di essere fedeli. Come scrive san Paolo: «Non stanchiamoci di fare il bene; perché, se non desistiamo, a suo tempo mieteremo» (Galati 6,9).

La Chiesa di Nardò-Gallipoli ci ha mostrato che è possibile. E ora tocca a noi.


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Preguntas frecuentes

Cosa significa 'Settimana della legalità'?
È un'iniziativa promossa dalla diocesi di Nardò-Gallipoli per educare alla legalità attraverso incontri, laboratori e momenti di preghiera, culminata in una masseria confiscata alla mafia.
Chi era don Pino Puglisi?
Don Pino Puglisi è stato un sacerdote ucciso dalla mafia a Brancaccio nel 1993, beatificato dalla Chiesa cattolica come martire della fede e testimone di legalità.
Come possono i cristiani contribuire alla lotta contro le mafie?
I cristiani possono contribuire con l'educazione alla legalità in famiglia, il sostegno a progetti di recupero dei beni confiscati e la denuncia delle ingiustizie, vivendo la fede come impegno concreto.
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