Quando la scienza marina diventa preghiera: la missione di proteggere il creato

Fuente: EncuentraIglesias Editorial

Dal 4 all'8 maggio 2026, Colombo, la capitale dello Sri Lanka, ha ospitato la Sharks International 2026, il più importante congresso mondiale dedicato a squali e razze. Ottocento partecipanti provenienti da 82 Paesi, oltre 800 relazioni presentate: numeri che da soli raccontano l'urgenza e la passione di chi studia questi antichi abitanti degli oceani. Ma cosa c'entra tutto questo con la fede? Molto più di quanto si possa immaginare.

Quando la scienza marina diventa preghiera: la missione di proteggere il creato

Lo Sri Lanka si trova in un punto cruciale dell'Oceano Indiano, un'area ad altissima biodiversità ma anche fortemente sfruttata per la pesca di squali e razze. Ogni anno, milioni di questi animali vengono catturati, spesso solo per le loro pinne, in una pratica crudele che lascia gli squali morire lentamente sul fondo del mare. Come cristiani, siamo chiamati a interrogarci: che tipo di amministratori siamo del creato che Dio ci ha affidato?

La teologia della custodia del creato

La Bibbia ci offre fin dalle prime pagine un mandato chiaro. Nel libro della Genesi leggiamo: «Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra”» (Genesi 1,28, CEI 2008). La parola “dominate” è stata spesso fraintesa come un permesso di sfruttamento illimitato. In realtà, nella tradizione ebraico-cristiana, il dominio è sempre inteso come una cura regale, simile a quella di un pastore per il suo gregge. Come ci ricorda il Salmo 24: «Del Signore è la terra e quanto contiene, il mondo e i suoi abitanti» (Salmo 24,1, CEI 2008). Noi siamo solo custodi, non padroni.

Papa Francesco, che ci ha lasciato il 21 aprile 2025, aveva dedicato la sua enciclica Laudato si' proprio a questo tema: «Tutto è connesso». E il suo successore, Papa Leone XIV, ha proseguito su questa strada, sottolineando che la cura dell'ambiente è parte integrante della missione della Chiesa. La ricerca scientifica su squali e razze non è solo un'attività accademica: è un modo per comprendere meglio il progetto di Dio e per imparare a proteggerlo.

Il valore intrinseco di ogni creatura

Spesso guardiamo agli animali in base alla loro utilità per noi. Ma la Bibbia ci insegna che ogni creatura ha un valore davanti a Dio, indipendentemente dal suo beneficio per l'uomo. Nel libro di Giobbe, Dio stesso elenca le meraviglie della creazione, compresi animali che non hanno alcuna utilità pratica per l'uomo: «Chi ha preparato al corvo il suo pasto, quando i suoi piccoli gridano a Dio e vagano senza cibo?» (Giobbe 38,41, CEI 2008). Squali e razze, con la loro eleganza e il loro ruolo chiave negli ecosistemi marini, sono parte di questo coro di lode silenziosa.

Scienza e fede: un dialogo fecondo

La Sharks International 2026 ha visto la partecipazione di biologi marini, oceanografi, economisti e anche rappresentanti di comunità religiose locali. Perché la Chiesa era presente? Perché la conservazione della biodiversità non è solo una questione tecnica, ma anche etica e spirituale. Lo Sri Lanka, Paese a maggioranza buddista ma con una significativa minoranza cristiana, ha offerto un esempio di dialogo interreligioso per il bene comune.

Un ricercatore cattolico intervenuto al congresso ha raccontato: «Studiare gli squali mi avvicina a Dio. Ogni volta che osservo un esemplare di squalo balena o una manta, vedo la sapienza del Creatore. La loro capacità di orientarsi nei mari, la loro forza silenziosa, la loro vulnerabilità di fronte all'avidità umana: tutto questo mi parla di un Dio che ama la vita e che ci chiede di essere suoi collaboratori». Questo testimone ha aggiunto che la ricerca scientifica può diventare una forma di preghiera, un modo per lodare Dio attraverso lo studio delle sue opere.

La sfida della pesca insostenibile

Uno dei temi centrali del congresso è stato la pesca eccessiva di squali e razze. Ogni anno, circa 100 milioni di squali vengono uccisi, molti dei quali solo per le loro pinne, che finiscono in zuppe di lusso in Asia. Le razze, meno conosciute, sono ugualmente minacciate. Come cristiani, siamo chiamati a interrogarci sulle nostre abitudini di consumo. La Bibbia ci esorta a non essere avidi: «Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano» (Matteo 6,19, CEI 2008). L'avidità che spinge alla pesca insostenibile è la stessa che allontana il cuore da Dio.

Le comunità costiere dello Sri Lanka dipendono dalla pesca per sopravvivere, ma spesso sono intrappolate in un sistema che premia lo sfruttamento a breve termine. La Chiesa locale, insieme ad altre organizzazioni, sta promuovendo alternative sostenibili, come l'ecoturismo e la pesca artigianale responsabile. Un esempio concreto è la creazione di aree marine protette gestite dalle comunità, dove la pesca è regolamentata e gli squali possono essere osservati vivi, generando reddito attraverso il turismo subacqueo. Questo modello è in linea con il principio biblico della giustizia intergenerazionale: «Non spoglierai la vigna e non coglierai i frutti caduti del tuo oliveto; li lascerai per il povero e per il forestiero» (Levitico 19,10, CEI 2008). Allo stesso modo, dobbiamo lasciare risorse sufficienti per le generazioni future.

Uniti nella missione: la rete di preghiera per gli oceani

Durante la Sharks International 2026 è stata lanciata un'iniziativa che ha coinvolto diverse comunità di fede: la “Rete di preghiera per gli oceani”. Ogni primo venerdì del mese, cristiani, buddisti e induisti si riuniscono in spiaggia per pregare per la protezione del mare e delle sue creature. Un gesto semplice ma potente, che unisce la spiritualità alla consapevolezza ecologica.

Come scriveva Papa Francesco nella Laudato si': «Tutto è connesso. Per questo si richiede una preoccupazione per l'ambiente, unita al sincero amore per gli esseri umani e a un costante impegno riguardo ai problemi della società» (LS 91). La preghiera non è un sostituto dell'azione, ma la sua anima. Senza una conversione del cuore, le leggi e le convenzioni internazionali restano lettera morta.

Cosa possiamo fare noi, oggi?

Forse non siamo biologi marini né viviamo in Sri Lanka. Ma ognuno di noi può fare la differenza. Possiamo scegliere di non consumare prodotti derivati da squali (come la zuppa di pinne di squalo o gli integratori di cartilagine). Possiamo sostenere organizzazioni che lavorano per la protezione degli oceani. Possiamo, soprattutto, educare i nostri figli al rispetto per tutte le creature, grandi e piccole. Il Salmo 104 ci invita a gioire nella creazione: «Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! Tutto hai fatto con saggezza; la terra è piena delle tue creature. Ecco il mare, vasto e spazioso, dove si muovono animali innumerevoli, piccoli e grandi» (Salmo 104,24-25, CEI 2008).

La prossima volta che sentiremo parlare di squali, non pensiamo solo a film dell'orrore o a pericoli immaginari. Pensiamo piuttosto a creature meravigliose, create da Dio, che hanno un ruolo insostituibile nell'equilibrio del pianeta. E chiediamoci: come posso essere un custode fedele del mare? Come posso contribuire, con le mie scelte quotidiane, a proteggere questi antichi testimoni della creazione?

Una riflessione finale

La Sharks International 2026 ci ha ricordato che la scienza e la fede non sono in conflitto, ma possono camminare insieme nella cura del creato. Lo studio degli squali e delle razze non è solo un'attività di ricerca: è un atto di amore verso il Creatore e la sua opera. Come cristiani, siamo chiamati a essere sentinelle del creato, a vigilare perché la bellezza e la ricchezza della vita marina non vadano perdute per egoismo o indifferenza.

Ti invito a fermarti un momento. Prendi un respiro profondo e immagina il mare: le onde, il vento, i pesci che nuotano silenziosi. Dio ha affidato tutto questo alle nostre mani. Che tipo di amministratore vuoi essere? Forse puoi iniziare con una preghiera semplice: «Signore, insegnami a vedere la tua mano in ogni creatura. Donami un cuore grato e mani operose per custodire il dono del mare. Amen».


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Preguntas frecuentes

Cosa dice la Bibbia sulla protezione degli animali marini?
La Bibbia insegna che Dio ha creato ogni essere vivente e lo ha affidato alla cura dell'uomo (Genesi 1,28). Il Salmo 104 esalta la varietà delle creature del mare, e Proverbi 12,10 dice: 'Il giusto ha cura della vita del suo bestiame'. Proteggere gli animali marini è un atto di giustizia e di amore verso il Creatore.
Come posso contribuire alla protezione degli squali e delle razze?
Puoi evitare prodotti derivati da squali (come zuppa di pinne o integratori), sostenere organizzazioni cristiane che promuovono la conservazione marina, e sensibilizzare la tua comunità. Anche la preghiera è importante: partecipa alla Rete di preghiera per gli oceani ogni primo venerdì del mese.
Qual è il legame tra fede e scienza nella tutela dell'ambiente?
La scienza ci aiuta a comprendere il creato, mentre la fede ci dà il motivo per proteggerlo. Papa Francesco e Papa Leone XIV hanno sottolineato che la cura dell'ambiente è parte della missione cristiana. Studiare gli squali può diventare un atto di lode a Dio.
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